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E se Motorola chiudesse? Non è un’idea balzana, ma il parere di Ed Snyder, analista di Charter Equity Research. La sua opinione è che l’azienda statunitense potrebbe sul serio scegliere di dismettere la divisione di telefonia cellulare o di venderla a terzi, facendo sparire di fatto lo storico marchio. Rea la difficile situazione di mercato, in cui Motorola non sembra avere gli anticorpi (ma soprattutto i prodotti) necessari per dare un colpo di reni e invertire l’andamento non positivo. Sempre secondo Snyder occorrono “due anni per rinnovare completamente la gamma prodotti e, con 300 milioni di dollari di perdita ogni trimestre, è difficile che l’azienda possa durare tanto a lungo per ritrovare una certa serenità economica”. L’analista esclude la possibilità di una separazione della divisione, che opererebbe in completa autonomia, perché la situazione finanziaria attuale non giustificherebbe questa mossa. Sarebbero necessari da 4 a 6 miliardi di dollari di rifinanziamento per riportare in salute il reparto telefonini di Motorola. Nel frattempo, il valore delle azioni continua a scendere: solo giovedì scorso la quotazione è precipitata di oltre il 30 per cento.